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Una selezione di
istantanee in bianco e nero (bambini, anziani,
artigiani, clochard...) scattate negli anni
settanta fra i vicoli, le botteghe, i mercati di
Roma, Parigi, Isola di Creta. Istantanee che
colgono momenti e situazioni di particolare
suggestione espressiva.
La Mostra, inaugurata venerdì 16 Maggio alla
presenza di oltre cento invitati, ha incontrato
una entusiasta partecipazione di pubblico: non
soltanto amici e conoscenti, ma anche
appassionati di fotografia, fotogiornalisti
(particolarmente apprezzata la presenza di Pino
Rampolla e Roberto Cavallini), semplici curiosi
che, attratti anche dalla originalità
dell’allestimento, hanno voluto manifestare il
proprio apprezzamento e condivisione emotiva
delle fotografie esposte.
Ci piace, in proposito, citare alcune
testimonianze scritte, piccole impressioni
dalla strada:
“bellissime! immagini che trasmettono forti
sensazioni”
“grandi
emozioni, grande sentimento, grande attenzione
al particolare”
“… cogli
la vita per qualcuno che per degli istanti ne
perde il senso…”
“passeggiando, ci siamo imbattuti in una porta
aperta e in alcune immagini e… siamo entrati in
questo spazio ed in questo tempo. Bellissime
suggestioni…”
“a volte
un momento può essere rapito da una fotografia e
diventare immortale”
“la vita,
il cuore, l’emozione, le sensazioni che volano
sulle ali di un animo puro e nobile, per donare
tutto questo ai nostri occhi talvolta chiusi”
Aggiungiamo
un testo di Anna D’Elia (critica e storica
dell’arte), inviatoci con una mail da una
gentile visitatrice, perché ci sembra che colga
in pieno il senso di questa mostra:
“La
fotografia consente di vivere una grande
avventura del pensiero e dello sguardo, poiché
l’occhio può tornare una seconda volta su ciò
che ha visto per non dimenticarlo, per capirlo
o, forse, solo per la gioia di rivederlo; può
farci vedere in modo diverso collegando il
grande e il piccolo, le illusioni e la realtà,
il tempo e lo spazio, la consapevolezza adulta e
il mondo dell’infanzia. La fotografia, prelievo
di spazialità e sospensione di temporalità,
consente di fare confronti, ricostruire
racconti. Perciò quello che guardiamo in una
fotografia acquista una dimensione maggiore di
quello che scorre davanti troppo velocemente e
che spesso non riusciamo neppure a distinguere.
Per ultimo,
un breve pensiero dell’autore, Salvatore
Liberti:
“il bruco
è diventato farfalla... Le foto esposte, che
erano state per tanto tempo custodite nei
cassetti della mia memoria, sono tornate ad
esprimere sentimenti ed emozioni.
Un grazie, di
cuore, alle centinaia di visitatori che hanno
condiviso ed apprezzato la forza comunicativa
delle mie immagini.” |